Cosa fare in caso di stalking? ovvero Come liberarsi dall'”impotente pazzo” (una volta per tutte!)

Associazione contro la violenza sulle donneChi è lo stalker? C’è la possibilità di delineare un identikit dell’impotente pazzo (come lo chiamo io)? E soprattutto, c’è modo di fermarlo?

Il primo passo, così mi insegnano le donne che lavorano nelle associazioni che si dedicano alle vittime di ogni forma di violenza, stalking compreso quindi, e che offrono supporto (legale, psicologico, etc.) gratuito e professionale a chi ne ha bisogno, è quello di uscire allo scoperto. Questo lo so perché nei giorni scorsi mi sono recata proprio in un centro così, il Centro antiviolenza Donatella Colasanti e Rosaria Lopez.

Cosa consigliano? Prima cosa andare dalle forze dell’ordine. Dal 2009 c’è una legge (Legge 23 aprile 2009) a difesa delle vittime di azioni di questo tipo. Se avete prove, portatele con voi (ad es. le stampe delle mail inviate dall'”impotente pazzo”, i strani numeri di telefono da cui vi manda gli SMS, i testi degli SMS, etc.). Da qui partirà l’ammonimento, ovvero una “tiratina di orecchie”. Forte e chiara.

E poi continuate su questa strada. Come? Se avete un blog, come nel mio caso, potete fare un altro passo, anche questo molto efficace. Pubblicare le mail, oppure ogni altro documento che lo stalker, ops, l'”impotente pazzo”, vi ha inviato, senza che ce ne fosse bisogno, senza nessuna vostra richiesta e men che mai desiderio.

Tutti, anche i pazzi, hanno a cuore la loro reputazione, oggi poi c’è anche quella online da difendere. Se la persona ha una vita che lo espone ad un pubblico più o meno vasto (uno studente, un insegnante, un benzinaio, etc.) questo costituirà un forte deterrente. Provate ad immaginare l’hashtag #NomeCognome del tizio per farvi subito un’idea.

Perché ne parlo? Perché me ne sto occupando per ragioni personali (e già, faccio parte del nutrito gruppetto di donne che hanno a che fare con l’impotente pazzo), ma anche per ragioni di lavoro, visto che ho iniziato a collaborare con un’avvocatessa proprio su questi temi.

E poi c’è l’arma della condivisione (Facebook. Twitter, Instagram, etc.). Fare rete con le donne, e con gli uomini, è un’arma potentissima.

Stay tuned!

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