Anche a voi manca il bigliettaio?

È mia abitudine andare a Roma con il trenino. Mi compro il biglietto al bar, entro in stazione e aspetto fiduciosa. Fiduciosa perché da un paio di anni il servizio in questione “nazzica”: a sorpresa si scopre che il trenino che stai aspettando è stato appena soppresso oppure, più semplicemente, che è in ritardo.
A dire il vero non è solo la puntualità il problema, anche il semplice timbrare il biglietto, in stazione e prima di salire, è un piccolo ostacolo: cinque volte su dieci le obliteratrici non funzionano e quindi il biglietto lo “timbri” da sola grazie a una biro e a un pizzico di senso civico.

Ma c’è una novità. Da qualche giorno hanno fatto il loro ingresso delle nuove obliteratrici (Solari Udine). Nuove, sì, ma i problemi già non mancano ed è un paradosso visto che il claim dell’azienda recita “Soluzioni tecnologiche all’avanguardia”.

Ecco quello che succede. Se infili il biglietto a sinistra, così come indica la dicitura: questa nuova e spaziale macchinetta non timbra. Dopo diversi tentativi ho chiesto lumi ad un addetto ai lavori, un impiegato di Trenitalia e così ho scoperto che in realtà il biglietto va inserito al centro della fessura e, UNA VOLTA DENTRO, va spostato a sinistra.
Forse questo intende spiegare lo schema con la freccia riportato sopra la fessura?

Mentre mi sforzo pensando a come potevano complicare ulteriormente un meccanismo così elementare, mi concedo un flashback: sono a Roma e salgo su un tram, sono gli anni Settanta, davanti a me una sagoma rassicurante, una figura quasi paterna sta lì ad aspettarmi, è il bigliettaio. Sempre al suo posto, seduto su quello sgabellino scomodo e con in mano un blocchetto di biglietti di carta sottile e colorata, gli spiccioli per il resto dentro quella simpatica cassetta con il coperchio in legno. E mi sembra quasi di sentirla quella voce: “Biglietto prego!”.

Quarant’anni fa con una sola mossa compravi e vidimavi il biglietto, oggi è più facile bloccarsi davanti all’ennesima macchina obliteratrice che è progettata per essere capita benissimo dagli “addetti ai lavori” e non da tutti i passeggeri, come dovrebbe essere, stranieri e bambini compresi.

Oddio che nostalgia questa sera di cose semplici e funzionanti.

ps a proposito di spending review, forse il costo del lavoro in Italia è davvero alto, ma soluzioni alternative ci sono. Ad esempio sul tram della linea 8, sempre a Roma, c’è la macchinetta per fare il biglietto a bordo e anche l’obliteratrice. A buon intenditore…

(Fonte foto: http://www.02blog.it/post/5917/a-roma-tornano-i-bigliettai-e-a-milano)

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  1. Giorgio

    Ricordo che il bigliettaio fino al 1968 vndeva il bigleitto scontato del 50%, £ 25 invece di £ 50, se lo si acquistava prima delle 08.00 del mattino. Ora mi vado a mettere il pannolone, fnisco latte e biscotti e vado a letto. Fino a qualche anno fa mi coricavo con la mia Ucraina. Ora non più.

  2. Cristina

    Giorgio, il tempo passa e con lui se ne va il meglio delle nostre brevi vite:
    L’ucraina, il bigliettaio, etc.
    C’est la vie! : )

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